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Energia nelle isole italiane: tra reti di collegamento e prospettive green

Luce e Gas Italia

L’approvvigionamento energetico delle isole italiane è una storia appassionante, che racchiude decenni di sfide ed ostacoli non indifferenti, per ragioni tecniche, paesaggistiche, economiche e politiche. L’argomento riguarda sia le isole maggiori che quelle minori, ma con scenari ovviamente molto diversi tra loro.

 

Le reti di collegamento con il continente

Sicilia e Sardegna, oltre ad avere una produzione elettrica propria (sempre più spesso tramite fonti rinnovabili), sono collegate alla rete nazionale da moltissimi decenni: lunghi cavi elettrici collegano le coste isolane a quelle peninsulari, garantendo l’allaccio alla rete nazionale di energia elettrica.

In Sicilia, i primi studi per il cosiddetto Ponte dell’Energia risalgono agli anni Venti, anche se poi esso fu realizzato solo nel 1955, tramite le due enormi torri a sospensione a Scilla (Reggio Calabria) e Torre Faro (Messina) collegate da imponenti cavi. Nel 1985 entrò finalmente in servizio il cavo sottomarino, che permise di smantellare l’impianto in superficie, ma non i due piloni, divenuti simboli dello Stretto di Messina.

I Piloni dello Stretto come si presentano oggi: in primo piano quello calabrese, sullo sfondo quello siciliano

Nel maggio 2016 è entrato in funzione il nuovo cavo sottomarino Sorgente-Rizziconi, che garantisce un ponte con il continente ed assicura lo scambio di 1,1 GW (a fronte dei 300 MW del vecchio elettrodotto). Un’opera imponente – realizzata da Terna Spa – che racchiude anche un record mondiale: è il cavo elettrico sottomarino a corrente alternata più lungo al mondo (ben 38 km), posato fino a 370 metri sotto il livello del mare.

Il nuovo cavo sottomarino Sorgente-Rizziconi (fonte: TERNA Spa)

 

Anche la Sardegna è collegata al continente tramite elettrodotti: nel 1966 venne inaugurato il SA.CO.I., un’opera straordinaria per l’epoca (il più lungo collegamento al mondo per potenza, con ben 413 km di cavi) che univa in corrente continua la Sardegna alla Toscana, utilizzando la Corsica unicamente come ponte fisico. Dal 1987 anche la Corsica poté beneficiare di tale collegamento, grazie ad un accordo con le autorità francesi che ha reso il SA.CO.I. il primo tri-terminale di corrente continua ad alta tensione al mondo.

Negli anni, il SA.CO.I. è stato rinnovato ed oggi è in cantiere il SA.CO.I. 3, che permetterà una ripianificazione della rete ed un pieno rammodernamento delle infrastrutture ad altissima tensione (HVDC). Nel 2011, inoltre, è stato realizzato il SA.PE.I., che collega la Sardegna al Lazio.

Altri collegamenti sono presenti tra la penisola italiana ed alcune isole minori: Elba, Laguna Veneta, isole campane.

SACOI e SAPEI in Sardegna (fonte: TERNA Spa)

Le isole minori con produzione autonoma

Non tutti gli arcipelaghi, tuttavia, dispongono di un allaccio alla rete elettrica nazionale; è il caso, ad esempio, delle isole al largo della Sicilia: Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria. Esse, anche a causa della distanza dalla terraferma, sono da sempre elettricamente autosufficienti.

Gli stabilimenti di produzione sono spesso privati, quasi sempre con fonti non rinnovabili. Malgrado l’enorme potenziale solare ed eolico (si pensi alle isole Eolie, che prendono il nome proprio dal dio dei venti), la produzione di energia elettrica è affidata a centrali elettriche a gasolio, spesso vetuste e difficili da rifornire (a Stromboli, ad esempio, ogni giorno un elicottero trasporta centinaia di litri di combustibile facendo la spola con la Sicilia).

Tutto ciò a causa di vincoli paesaggistici, di difficoltà tecniche, di ritardi amministrativi. Negli scorsi anni era stato anche bloccato un impianto eolico off-shore a Pantelleria, per l’impatto ambientale che le 38 pale da installare al largo dell’isola avrebbero provocato.

 

Verso la transizione all’energia verde

Ci sono, tuttavia, alcuni esempi vincenti di produzione da fonti rinnovabili: in parecchie isole si stanno implementando impianti green sempre più all’avanguardia, sfruttando diverse forme di energia alternativa che possano accelerare l’addio ai carburanti fossili ed alla dipendenza dai rifornimenti dalla terraferma.

È di questi giorni, inoltre, la notizia che Pantelleria, Salina e Favignana rientreranno nei sostegni alla produzione di energia pulita grazie al piano Clean Energy for EU Islands. Saranno in totale 26 le isole europee selezionate per ricevere supporto dall’UE nell’incentivare il passaggio dai combustibili fossili all’energia solare, eolica e del moto ondoso.

Sarà un grande sforzo verso tecnologie sperimentali ed innovative. Una prospettiva che lascia ben sperare in un pieno sviluppo sostenibile delle isole e che possa aprire una nuova pagina nella storia dell’energia in Italia, ricca di fascino, intrighi e genialità.

L’isola di Favignana, nell’arcipelago delle Egadi (Trapani)

 

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